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Diddo arte
R- Poetto ti amo.



Mi piaceva l’idea di diventare più bello. Credevo di sentirmi più felice e profumato. Il vento scorreva sulla mia pelle. La sabbia andava e tornava. Bianca e borotalco. L’acqua azzurraverdesmeraldo degradava verso il largo. Io arrivavo sino ad un certo punto, poi con lentezza il mare accarezzandomi diventava sempre più profondo. Chiacchieravo con le mormore , le vedevo sul fondo insieme alle sogliolette e ai cannolicchi. Potevo passeggiare sino a cento metri verso il mare beandomi dei luccichii dell’acqua. I sorrisi dei bambini mi facevano stare giovane. Il Maestrale mi massaggiava con energia spostando la mia sabbia nel mare. Tutto dovrebbe finire, che senso ha cercare di cambiarlo per farne un centro di raccolta per uomini. Mia sorella, la Sella Del Diavolo, me lo diceva sempre,lei lo sapeva per esperienza che meno uomini possono averti e meglio ti senti. Ma non era importante quello che vivevo. Secondo alcuni, ero vecchio e distrutto per cui dovevo cambiare, mettermi in forma per affrontare la vecchiaia. Ho tanti figli, ma mi hanno convinto a farmi curare solo quelli che mi hanno amato di meno e che non vengono più a trovarmi. Dicono che diventerò più bello di prima. Si racconta, quando stai male, che dopo il buio ci sarà la luce. Io sono sicuro che vedrò un po’ di luce nel momento in cui chi ha deciso che io diventassi cosi, avesse la testa per ammettere di avermi fatto male e si buttasse spontaneamente in una delle pozze melmose e puzzolenti che la mia nuova veste ha creato. La pioggia è stata eccezionale in questo periodo, ma non è lei che ha messo in luce le mie sofferenze. Sono pieno di pezzi di detriti. La mia sabbia nera, rubata dal fondo del mare, mi sta facendo male. Muore quello che viveva al largo e quello che era qui, tutto è morte, puzza e malattia. La sabbia di quel fondale profondo è abituata a trattenere l’acqua, non a disperderla. La spiaggia, libera l’acqua, asciugandosi veloce con il sole e il vento. La pendenza naturale faceva si che il mare portato dalle onde tornasse come corrente in acqua senza essere bloccato da una pendenza sbaglita. L’uomo è strano.Studia per essere quello che vorrebbe, ma poi al momento di decidere, chiunque può avere il ruolo di farlo anche se non conosce l’argomento.
Non so cosa aggiungere se non che c’è una parte di persone che mi vorrebbe sano e sorridente, ma una grande maggioranza si è meritata quello che sono. Il mare non è ad uso dell’uomo, tanto meno una spiaggia. So che forse vorranno ridarmi una rinfrescata. Vi annuncio che se ancora qualcuno decidesse per me senza il mio consenso, Io lo fermerò. In che modo ancora non so. Ma lo devo fermare.
Se siete per una guarigione lenta, naturale e non certa, fatemelo sapere.
Il Mare vuole ricordarvi che, vista la situazione, si sta contenendo e non ha ancora esploso mareggiate degne di nota, per cui, chi dice che è colpa del Mare, veda di viverlo prima di parlare.E’ troppo facile scaricare le proprie colpe ad altri.
Vi do un consiglio, che a me è servito:
La legge delle undici P.
Prima pensa poi parla perché parola poco pensata potrebbe portare pena.