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Diddo arte
R- Un saluto da Milano.
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Aprile 2001 - Dopo una preparazione condita da diversi cambi di destinazione, e il Bep ne sa qualcosa, finalmente ho deciso: Guadalupa! Puntuale, alle ore 7.25, il mio aeroplanino mi porta alla prima tappa del mio trip: Parigi. Il terminal F del Charles de Gaulle è uno spettacolo di architettura e, mentre aspetto la mia sacca, non faccio altro che canticchiare "Beautiful Day", maledicendomi per averla tolta dal mio lettore mp3...ma quella era neve...quello era snowboard...adesso mi attende l'acqua nella sua forma più sfuggente! E allora penso che, in fondo, sia giusto così…poi ho sempre "With Or Without U" con cui consolarmi! Sul pullman verso lo scalo di Orly, intrappolati nel traffico delle tangenziali parigine, i pensieri cominciano a correre veloci e l'ansia di essere già là comincia a farsi sentire. Il panorama circostante comincia già a smaterializzarsi e la materia solida a perdere ogni senso. Aria condizionata, atmosfera pressurizzata, cibo riscaldato, film improponibile, mascherina sugli occhi, musica nelle orecchie, il verde dell'isola, l'azzurro dell'oceano e, sopratutto, il bianco schiumare delle onde. Il solito arrivo confusionario, una folla di persone in attesa armate di fogli cosparsi di nomi. Mi tocca attendere mezzora perché arrivi il mio contatto sull'isola. "Traffico!", mi dice. Ma, arrivata alla Panda, quando devo incastrare la mia sacca tra tavola, leash e lycra ancora umida il mio sopracciglio si alza e mi basta un suo sorriso cordiale e rilassato per capire che la ragione era un'altra... La mia casetta è un primo piano mansardato di un bungalow. Sembra più uno chalet di montagna, con tutte quelle boiserie alle pareti, ma il sole e l'aria calda, non afosa, mi ricordano che sono ai Caraibi! Il padrone di casa, un anziano signore, prepara i bicchieri e tutti insieme brindiamo al mio arrivo con un liquore a base di rum, arancia e zucchero di canna, fatto da sua moglie: dolce e buono! E la bottiglia è fornita come dotazione della maison... E anche così gentile da fornirmi un passaggio al supermercato per approvvigionarmi. A St.Francois il traffico è tanto e la ressa alle casse allucinante: si stanno tutti rifornendo per l'imminente Pasqua. Cena veloce e poi non c'è la faccio proprio ad andare al campo per incontrare gli altri ospiti, crollo sul letto e buonanotte a tutti!

Day 1

Alle 6 del mattino il sole bussa già alla mia porta. Colazione a base di paneburromarmellata, cornflakes, yogurt, caffè e fette biscottate. Ed eccomi pronta per la mia prima giornata di surf! Per la prima uscita andiamo ad uno spot easy, ma decisamente divertente: Helleux. Ci sono due piccole onde. La più impegnativa è una dx che parte proprio di fronte alla scogliera. Pochi metri e poi si divide, per lambirne il fianco. L'altra onda è una sx che si srotola morbidamente lungo la spiaggia. E' lo spot ideale per iniziare a sgranchirsi e per tutti quelli che si avvicinano al surf per la loro prima volta. Durante il weekend qui è affollato di bambini accompagnati dai genitori, tutti con la loro tavola da surf sotto braccio. Il più piccolo che ho visto cimentarsi su queste placide ondine avrà avuto si o no 2 anni: uno spettacolo! In questo momento è affollato dalle tende dei locals, che si sono riversati in massa sulle spiagge per passare queste vacanze proprio in fronte al mare. Ma si limitano a mangiare, bere e bagnarsi velocemente nelle calde acque. Nessuno di loro fa surf…e scopro, ben presto, che qui in Guadalupa il surf è una prerogativa dei "metropole" immigrati. Passo la mattinata a divertirmi su queste onde e poi, con tutto il gruppo, alla Plage des Raisins Clairs per il primo assaggio di cucina creola: assiette creolè con acras e boudins (che, sfortunatamente, non c’entrano niente con il nostro budino, ma trattasi di sanguinaccio…bleah!) e la prima dormita sotto le palme ed il sole. Gli altri componenti del gruppo sono Bertrand e la sua famiglia e una coppia fantozziana di Versailles. Bertrand arriva da Mimizan. E' un mago con il suo longboard e ha quell’aria di stupore, gioia e meraviglia che solo chi non è mai cresciuto fino in fondo continua a possedere. A Mimizan lavora in un parco naturale e si occupa della stabilizzazione delle dune: diventerà il mio special tutor sulle onde e un nuovo grande amico! Dopo aver lottato la notte scorsa con una maledetta zanzara, decido che non perderò così la battaglia. Scopro però che la macchina mi è assolutamente indispensabile: 3 km per arrivare al supermercato più vicino!



Day 2

Oggi gli alisei non sono favorevoli. Provo ad uscire a Helloux, ma le onde sono veramente poche e molto incasinate. Optiamo quindi, ancora un pò intontiti dal fuso, per fare i turisti del cazzo e ci dirigiamo alla volta di Basse Terre. Prima tappa le Chutes du Carbet: spettacolari cascate d'acqua incorniciate dal verde brillante della giungla equatoriale. Le cascate sono tre, ma ci limitiamo a raggiungere la seconda, dove ci concediamo un bagno nelle fredde acque sottostanti la cascata, per poi riscaldarci nelle calde acque sulfuree del vulcano, che sgorgano giusto a fianco. Il tour prosegue lungo la costa, in cerca di onde, ma niente da fare…l’oceano da questo lato è piatto come una tavola da stiro! Solo la strada è movimentata, una curva unica! Rientriamo verso la giungla lungo la Route de la Traversè. Uno spettacolo fantastico di natura incontaminata e terra rossa fuoco. Proprio a metà, e a pochi metri dalla strada si trova la Cascade aux Ecrevisses. Un piccolo salto, ma molto suggestivo. Ne approfittiamo anche per mangiucchiare velocemente qualcosa e per gustarci un sorbetto al cocco addizionato al rhum! Dopo le montagne e così tanta rigogliosa natura, il mare: Grande Anse. Grande spiaggia a mezzaluna, dove sostiamo, nuotiamo, giochiamo tra le onde, veniamo sorpresi dalla pioggia. Al secondo è più consistente attacco di pioggia diamo forfait e mentre mi dirigo alla macchina sorbisco la prima di una lunga serie di advances da parte di un gruppo di locals…ma il profumino che sprigiona dalla loro direzione è decisamente invitante…peccato che siano 5, grandi e grossi e decisamente bevuti, oltre che fumati…meglio passare oltre!…sonno…



Day 3

La colazione è sempre quella! Da oggi però decido di eliminare lo yogurt dal menù: comincia ad avere effetti devastanti sul mio intestino! Tavole sul tetto, tiriamo le cinghie e partiamo destinazione Anse-Bertrand, Plage de la Chapelle. Purtroppo gli alisei continuano a non collaborare e, dopo aver attraversato tutte le piantagioni di canna da zucchero di Grande Terre, ci attendono solo delle ondine sul mezzometrello…Lungo la strada, però, non disdegniamo una sosta allo spot di Le Moule, il più famoso dell'isola. Anche lì le onde sono contenute, ma l’ondina che si srotola fa capire cosa potrebbe regalarti in giornate migliori. Ad Anse-Bertrand il solito delirio di tende di locals, stavolta armati di supercasse stereo che sparano musica zouk a tutto volume…e oggi riesco pure a trovarmi un marito! Mentre attendo la solita ora per avere un sandwich al tonno, riesco a far innamorare il cameriere e ad avere la mia proposta di matrimonio! Peccato che il malcapitato non abbia nemmeno avuto il coraggio di parlarmi, ma abbia concluso il tutto tramite i miei anfitrioni…Le ondine sono divertenti e la giornata arriva presto alla sua conclusione tra uscite e dormite sulla spiaggia all’ombra delle sempre presenti palme.



Day 4

Pasqua. E anche le onde sentono la giornata di festa e hanno deciso di non presentarsi! Niente da fare. Non resta che abbrustolirsi a dovere sulla spiaggia del Med, ricevere le ennesime advances, ammirare la timida onda che si srotola proprio lì davanti, darci dentro col sorbetto di cocco e rhum e calcolare quante miglia debbano percorrere i venditori di Cap’tain Beignet per guadagnarsi la pagnotta! Approfitto della giornata di sosta forzata per iniziare il mio nuovo libro. La scelta, quasi obbligata, è "Vita di un perdigiorno" di Eichendorff…gradito regalo da parte di una persona strana, sconosciuta e lontana! Per la serata decidiamo per una bevuta alla marina di St.Francois. Niente di eccezionale. I pochi locali sono quasi tutti deserti e alle 11.00 chiudono! Tenendo conto che alle 6.00 sono già tutti svegli…mi sembra più che ragionevole!



Day 5

E che cazzo! Eccole finalmente! Le ammiro dall’alto della discesa sterrata che porta ad Anse Salabuelle. Una sterminata distesa di rocce e reef, condita da una dx e da una sx sul metrello che vanno ad infrangersi in serie regolari! Lasciamo perdere la dx. Appena oltre il take off, dopo che l’onda è passata, emerge un triangolo decisamente immenso di bianca schiuma: reef appena sotto il pelo dell’acqua! O la prendi e la cavalchi o…meglio non pensarci… La sx è un’onda piacevole che mi regala la mia prima vera uscita sulle calde acque dell’Oceano Atlantico. Bisogna però essere veloci al momento del take off. La corsa è abbastanza corta e finisce giusto sulle rocce. Purtroppo cado ed ho la malaugurata idea di appoggiare un piede sul fondale (ma a che cavolo stavo pensando?!?!) …adieux…per fortuna che mi rendo conto degli innumerevoli tagli solo dopo altre svariate onde…quando ormai anche il resto del fisico cominciano a dare forfait. Nel pomeriggio ritorniamo ad Anse-Bertrand, ennesima rottura di palle dall’ennesimo local, che viene messo in fuga dall’arrivo del resto del gruppo e che, per consolarsi, si dedica alla signora sdraiata al mio fianco. Breve session e poi, con la mia musica nelle orecchie, rimango ad ammirare il cielo azzurro che fa capolino tra le foglie e non riesco a smettere di pensare a quanto vorrei che questa fosse la mia vera vita…Al ritorno all’auto troviamo una sorpresa: una cartolina appuntata sotto il tergicristallo. Ci ricorda che sabato e domenica, proprio qui, ci sarà la finale del Campionato di Surf della Guadalupa…yes! E, nel frattempo, è spuntato un immenso livido sul polpaccio sinistro…ma come cavolo me lo sono procurato?!?! Bho…



Day 6

Giornata memorabile ad Anse a la Barque (quella a sud, vicino al villaggio P&V, per intenderci). Bisogna remare molto per arrivare al picco e la corrente tende a spostarti, ma la dx srotola bene, il fondale è abbastanza profondo e basta solo evitare delle rocce affioranti a fine corsa. Ma niente di preoccupante, ormai l’onda a quel punto ha perso potenza e tu ti sei già spostato per rientrare in line up. Gli spot sono sempre poco affollati (mai più di 4/5 persone in acqua) e la maggior parte sono tutti surfers solitari che girano, tavola in macchina, scrutando l’orizzonte. Al rientro a casa per il meritato pranzo trovo un messaggio di Bertrand che mi informa che sono alla spiaggia del Med…via! Passando per St.Anne non si può non notare il cielo invaso dagli aquiloni dei kite-surfers. Lì il vento tira che è una meraviglia e la grande laguna sembra proprio fatta apposta per volarci sopra. Nooooo! L’onda del Med oggi funziona bene e io sono senza tavola! Fortunatamente Bertrand mi offre il suo long…davvero long! Con mio grande dispiacere è la loro ultima serata. Ci tocca la bevuta di addio e optiamo per l’ @rabas Cafè. Ne approfitto per spedire un po’ di mail agli amici rimasti a casa. Il locale è molto carino ed abbastanza animato per gli standard della Guada. Alcune sere offre anche musica live…blues!



Day 7

Vague du Port St. Francois. Ho fatto pena! Stamattina mi sono svegliata con dei movimenti intestinali abbastanza sospetti e le braccia non volevano proprio saperne di alzarsi…ma che cavolo sono questi pesi da 2 tonnellate che mi avete attaccato ai polsi? Ma ero veramente così fuori forma? Non me ne ero proprio resa conto…avrò serfato si o no tre onde (ma lo spot funzionava bene). Fortuna che, verso la fine, è arrivato Bertrand che mi ha offerto un passaggio con il suo leash. Inoltre, verso le 10.00, si è presentata sul picco tutta la congregazione della scuola di surf dell’ UCPA. Giornata negativa, non posso fare altro che tornarmene a casa e sprofondarmi nel letto…sono a pezzi! Nel primo pomeriggio dopo la meritata pappa e dopo aver salutato Bertrand e la sua famiglia, che oggi se ne ritorna a Mimizan, vengo a scoprire che è in atto non so quale sciopero. Il risultato è che bisogna urgentemente rifornirsi di benzina per non rimanere a secco. La mia ricerca di una stazione di servizio ancora aperta e con una coda almeno accettabile mi porta, guarda caso, fino a Le Moule. Così parcheggio e rimango per una buona oretta ad ammirare le onde, gustandomi la mia sigaretta, e scambiando quattro chiacchere. Al rientro passo anche ad Anse Salabuelle…è quasi il tramonto…la luce è perfetta, le onde sono perfette e solo quattro persone in acqua: due sulla dx, due sulla sx. Just like being in heaven! …peccato che poi mi tocchino 50mn di coda al benzinaro… Alla sera non mi passa neanche per la testa di affaticarmi sui fornelli e così si decide per cena fuori. Dopo un breve giro al porto di St.Francois, decidiamo per il Cafè Biz’Art, che si trova lungo la strada per Le Moule. Molto hippy style e very naif. Il menù non è ampio, ma la qualità è ottima. E finalmente, durante la cena, ascoltiamo della musica "contemporanea" (che, per la cronaca, significa Graig Davies e la compilation Buddha Bar). Il locale funziona anche come piacevole dopocena, con un bella zona bar, una sala biliardo e un angolo per buttarsi nelle danze. Altamente consigliato.



Day 8

Incredibile! Mi sveglio e tutti i dolori muscolari: spariti! Mi sento in ottima forma…non fosse per i continui movimenti intestinali mattutini…ma possibile che mi tocchi sempre di correre in bagno prima di uscire a serfare?!?!?!? Stamattina ci ributtiamo sull’onda del porto, ma la session va decisamente meglio rispetto a ieri. Devono venirmi a recuperare per i capelli…voglia di uscire: nessuna! L’acqua ti accoglie sempre tiepidamente, le onde girano bene, le spalle pure…perché andarmene? Nel pomeriggio tappa di scazzo spiaggifero alla Port d’Enfer, dove i Babillot aspettano ben tre ore prima di riuscire ad addentare il loro "poulet à la boucanier". Specialità della cucina locale che consiste in pollo marinato e poi cotto al fumo…buonissimo! Peccato che abbiano ingannato l’attesa con l’ormai usuale sorbetto al cocco…e con una bottiglia di rhum! Un salto veloce all’ @rabas Cafè per una birra e un giro sulla mia casella di po sta dove, con grande gioia, scopro di aver ricevuto una mail da Bertrand. Mi informa che il rientro è stato abbastanza traumatico, però appena si sveglierà, andranno a vedere le onde del loro oceano…



Day 9

Sono partita in cerca di qualcosa ed ho proprio trovato quello che volevo. Mi piace come stanno trascorrendo i miei giorni. Sole, surf, relax, un buon libro e tanto tempo per pensare ed ordinare le idee, tanto tempo da dedicare a me stessa…facendo quello che più mi piace! Ultimamente sono diventata molto egoista ma qui, fortunatamente, il mio egoismo non ferisce nessuno. However, in mattinata ci divertiamo tre le onde di Helloux. E’ tutto un pullulare di mamme, papà, bambini, ragazzini, meno ragazzini, ragazzini ancora meno e cani. Tutti intenti a trarre dalle onde il massimo del piacere! La sensazione che ne deriva è quella di pura e semplice armonia. Il vento è sostenuto e tende ad incasinare le onde, ma chi se ne frega: mi sento benissimo! Rientrando verso casa decido per una leggera deviazione ad Anse à la Barque. Lo spot è deserto e riparato dal vento. Non resisto. Recupero la lycra umida dal sedile posteriore del mio pandino bianco, aggancio il leash alla tavola e alla caviglia (gesti tanto consueti, ma sempre molto speciali) e sono sul picco. Esco, stremata ma felice, dopo circa un’oretta e dopo che la mia solitudine è stata guastata dall’arrivo di due bodyboarders. Nel pomeriggio metto in pratica un po’ di sbaffing alla spiaggia dell’Hotel Anchorage. Una piccola e deliziosa spiaggia fornita di una placida laguna. Una volta passato il cancello e il controllo all’ingresso (ma basta entrare decisi limitandosi ad un Hello!), i lettini e gli ombrelloni della spiaggia sono a tua disposizione. Così come la piscina e il campo da beachvolley! Peccato solo che cominci a piovere…

Day 10

Oggi è il giorno! Finali del Campionato di Surf della Guadalupa. La destinazione è quasi d’obbligo: Plage de la Chapelle. Saluto velocemente i Babillot, che nel pomeriggio rientrano a Parigi e…via! Il mare è decisamente generoso con noi. Lo spot è quasi irriconoscibile! Dalla cima della scogliera la vista offre onde very glassy di 2-2.5m in serie super regolari!
La mattinata scorre veloce tra batterie di qualificazione, dormitine, nuotate, chiacchiere con gli amici del club di surf di St.Francois.
Quando in acqua scendono i più piccoli è tutto un incitare ed urlare da parte delle molte mamme.
Quando è la volta della finale dei più grandi è il turno delle fidanzate… Si susseguono, a ruota, le finali del body e del surf e le onde continuano a crescere!
Lo speaker della manifestazione ringrazia il mare, che solo fino a ieri, si presentava al pubblico con ondine di mezzometrello…sembra quasi che anche lui abbia sentito che qualcosa stava per accadere.
Tifo per i miei amici e mi godo il bello spettacolo. Premiazione e party on the beach!
Basta! E’ ora di rientrare e smetterla di bere birra.
Buonanotte!



Day 11

Il tempo comincia a farsi incerto e nere nuvole scaricano brevi ed intensi scrosci di pioggia. Decido di rimanere in zona e dedico la mia penultima giornata di surf ad Anse à la Barque. Le emozioni dell’altro giorno sono ancora impresse dentro di me e non vedo l’ora di buttarmi in acqua! Tutti sono rientrati a scuola o al lavoro e, come speravo, nessuno sul picco. Mi sento sempre più a mio agio tra le onde e, finalmente, mi sono tolta di dosso tutta la ruggine che avevo accumulato in questo periodo di astinenza idrica. Riuscirò a resistere fino alla prossima? Non credo proprio. Durante queste giornate, la mia passione per il surf non ha fatto altro che aumentare e la voglia di passare il resto della mia vita potendo dedicare ogni giorno a ciò…meglio non pensarci e godersi il momento. Fortunatamente non ci metto molto a dimenticarmi di tutto il resto. Basta solo attendere la prima onda, iniziare a remare e il gioco è fatto! Un’onda più potente delle altre mi travolge. A volte sono ancora un po’ lenta al momento del take off ma, che importa, stò bene, sono terribilmente viva ed immensamente felice! Il tempo non accenna a migliorare, quindi niente spiaggia. Opto per una visita di Point-a-Pitre. Niente di eccezionale, ma serve ad ingannare il tempo. E dopo giorni di cibo sano e anti-colesterolo, crollo alla vista di un MacDonald! Alla sera cena al porto di St.Francois. La scelta cade sulla Grillade sul Mer. Una capanna di lamiera dove fanno un barbecue favoloso e dove mi ritrovo a parlare della vacanza ormai agli sgoccioli e di surf con una simpatica signora creola di 100kg, la quale, alla fine, candidamente mi confessa che: "…quanto mi piacerebbe provare!" Vorrei scrivere mille cose ad un mio lontano amico, ma l’internet point è chiuso. Niente di male. Troverà tutto qui.



Day 12

Closing time - time for you to go back to the places you will be from cantavano i Semisonic in un cd dall’emblematico titolo: Feeling Strangely Fine! Non ho questo cd. Non ho mai neanche scaricato la loro canzone. L’ho solo ascoltata nei vari passaggi alla radio o su MTV, ma proprio adesso mi viene in mente… Closing time - every new beginning comes from some other beginning's end…bhe, prendiamola così… Strano come sia facile sentirsi a casa dall’altra parte dell’oceano. Un ultimo saluto a quelle onde che ormai sento anche un po’ mie. La session è magica, il cuore è sintonizzato sul ritmo delle onde e non posso fare altro che congiungere le mani e ringraziare dal più profondo. In spiaggia, mentre ascolto la mia musica, ripenso a tutte le emozioni vissute e mi chiedo se riuscirò a passare indenne il rientro… L’aereo è alle 10.00 di sera. Dormo e sogno, assaporando gli ultimi raggi di sole che mi hanno scaldato la pelle e facendo vagare la mente verso un futuro che, ne sono sicura, mi riporterà alle mie amate onde!

Francesca Padovani